Col passare del tempo, cambiano i modi, le abitudini di tutti ed anche le tipologie di lavoro…
E così, in un mondo sempre più “social” e che forse ormai ha ben poco da offrire ai giovani disoccupati, laureati o meno che siano, s’è visto più che raddoppiare nel giro di sei anni il numero dei cosiddetti e-commerce. In questo breve articolo parleremo di come si sono evolute queste tipologie di commercio. Ma… Prima di tutto… Cos’è un e-commerce? ecommerce (4)
Volendo “italianizzare” il termine, un commercio elettronico non è altro che l’insieme delle attività di vendita e acquisto di prodotti effettuato tramite Internet. Ci si può vendere davvero di tutto! Ci sono siti che vendono borse, cosmetici, accessori, gadget, abbigliamento, articoli per bambini e per la pesca, ma anche auto e moto, casalinghi, vino, scarpe, biciclette, parquet, prodotti elettronici e farmaceutici, libri, occhiali,ecommerce (3) giocattoli, piante di acqua dolce, sistemi di allarme e addirittura servizi di pompe funebri. Alla fine del 2015, risultavano iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio ben quindicimila imprese operanti nel settore delle vendite online e, secondo i dati elaborati da InfoCamere per UnionCamere, sono ben 9000 le imprese nate solo negli ultimi anni, contro le 7170 imprese operanti nel settore di vendita al dettaglio.
ecommerce (2)A guidare la corsa del commercio virtuale sono gli imprenditori abruzzesi (+260%), quelli pugliesi (+218%) e quelli campani (+202%). La crescita più consistente è stata invece in Lombardia (1.694 imprese in più nei sei anni), in Campania (+1.069) e nel Lazio (+983). Per quel che riguarda le province, invece, abbiamo: Roma (1.384 le imprese con sede in provincia alla fine del 2015), Milano (1.260) e Napoli (897).

Fonte: Unioncamere